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L’INCREDIBILE PROFEZIA DI SOLOVËV SULL’ANTICRISTO!

Haran

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Sebirblu, 24 aprile 2018
Vladimir Sergeevič Solovëv nacque a Mosca il 16 gennaio 1853 e decedette ad Uzkoe il 31 luglio 1900.
Dopo aver terminato gli studi in filosofia e teologia, insegnò all’Università di Mosca e passò poi al Ministero dell’Educazione.
Già in anni precoci iniziò le sue ricerche appassionate sulle “più alte verità” arrivando a prevedere nel nascente ‘900 un secolo di guerre, il fallimento delle ideologie e gli inutili progressi della scienza e della psicologia che non avrebbero risolto le domande basilari della vita.
Visualizzò la scristianizzazione dell’Occidente e la crescente apostasia, tanto che negli ultimi scritti, si dedicò particolarmente a delineare la figura dell’Anticristo, avvilente e tragico simbolo della peggiore depravazione umana.
Ma piuttosto che riportare, seppur nella sua breve interezza, l’opera più famosa di questo prestigioso autore ‒ “Il Racconto dell’Anticristo” ‒ (che troverete QUI), ho scelto di pubblicarne i migliori e più essenziali passaggi contenuti e citati in una approfondita  riflessione  del  cardinale  Giacomo  Biffi,  deceduto  l’11  luglio  2015.
Vladimir Sergeevič Solovëv di Ivan Nikolaevich Kramskoi
Un Pensatore e un Profeta da riscoprire
La cultura filosofica occidentale non ha prestato finora molta attenzione a Vladimir Sergeevič Solovëv.
Egli è in realtà un autore di grande vigore e di indubbia originalità, che conosce e mette a frutto praticamente tutta la letteratura intellettuale degli ultimi secoli.
Vorrei limitarmi però a raccogliere di lui soltanto un’eredità profetica, che mi pare di qualche rilevanza per l’attualità dei nostri giorni; un monito espresso nell’ultima opera che ci ha lasciato:
“I tre dialoghi sulla guerra, il progresso, la fine della storia universale, e il racconto dell’Anticristo”; monito che potrebbe essere enunciato con queste parole: Attenti a costui!
Il discorso sull’Anticristo appartiene al patrimonio della Rivelazione (Apocalisse) e tutte le generazioni cristiane ne hanno sentito il fascino conturbante.
Già il Cristo aveva preannunziato: «Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi prodigi e miracoli» (Mt. 24,24). San Paolo parla dell’«uomo iniquo», del «figlio della perdizione», di «colui che si contrappone», che dovrà manifestarsi alla fine (2 Ts. 2, 3-4).
Ma è solo Giovanni ad aver usato tale appellativo nella sua prima lettera: «Come avete udito, deve venire l’anticristo; di fatto ora molti anticristi sono apparsi» (1 Gv. 2, 18).
Si vede da questi testi che sin dall’origine si sviluppa un’interpretazione, per così dire, pluralistica: si tratta di molti oppositori al disegno salvifico del Padre, che nelle varie epoche si presentano camuffati da annunciatori del Vangelo e da portatori di salvezza.
“S. Giovanni Evangelista sull’isola di Patmos” di Pedro Orrente (1620)
Solovëv affronta esplicitamente l’argomento dell’Anticristo solo negli ultimi mesi di vita. Ma esso è sempre stato ben vivo in lui, addirittura a partire dall’età infantile.
Da che cosa è connotata questa figura apocalittica nel senso comune del termine? Ci sono alcuni elementi propri e determinanti.
‒ È sostanzialmente e radicalmente un personaggio al servizio del male: il suo scopo è portare l’umanità alla perdizione; il suo mezzo è l’inganno. E poiché l’unico Salvatore del mondo è Gesù Cristo, il Figlio di Dio crocifisso e risorto, è quindi innanzitutto contro di Lui che sarà rivolta la sua azione malefica (cfr. 1 Gv 4,3).
‒ L’Anticristo esternamente appare come dedito al servizio del bene e della nostra salvezza. E dal momento che tale salvezza nel piano di Dio è contenuta nel Vangelo, egli si ammanta di cristianesimo, propugna «valori» che possono essere intesi come evangelici, usa un linguaggio abbastanza conforme a quello di Gesù, «così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti» ( Mt 24,24).
San Paolo parla di «falsi apostoli» che «si mascherano da apostoli di Cristo» (2 Cor 11,13); e aggiunge: «Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2 Cor 11,14).
‒ Per riconoscere l’Anticristo nella sua vera natura, l’elemento decisivo è il suo rapporto con la persona dell’Uomo-Dio crocifisso e risorto. Su tutti gli argomenti egli può parlare quasi come un autentico discepolo del Signore, anzi come il Signore stesso di cui assumerà le sembianze e il linguaggio; ma a proposito dell’evento salvifico dell’incarnazione e della redenzione non gli è consentito di assimilarsi.
Si sa che il cristianesimo non è un sistema di idee, ma una pratica: può dirsi cristiano senza ambiguità non chi condivide in qualche misura e per qualche aspetto la dottrina evangelica, ma chi la attua. Finché si discorre di concetti e di «valori», l’astuzia demoniaca può sempre avere buon gioco, ma davanti all’avvenimento non ci si può travestire.
Ad evitare possibili malintesi, credo utile premettere all’esposizione del pensiero solovëviano, riguardante l’Anticristo, il richiamo di alcuni tratti della stessa concreta personalità del filosofo.
Solovëv è stato un uomo che ha lavorato tutta la vita, al prezzo di molte sofferenze e incomprensioni, al servizio dell’unificazione del genere umano e della pace tra i popoli.
Pur conservando sempre un grande amore per la sua terra e pur avendo una concezione altissima della missione storica del popolo russo, ha lottato decisamente contro le prevaricazioni del nazionalismo e contro ogni forma di rifiuto degli «altri».
La sua generosità con i poveri era proverbiale: arrivava perfino a cedere, durante il rigido inverno russo, scarpe e cappotto ai mendicanti che incontrava per la strada.
I bambini e gli animali erano misteriosamente attratti da lui: gli uccelli parevano addirittura aver ritrovato un redivivo Francesco d’Assisi.
Si nutriva quasi esclusivamente di legumi e di tè. Nella discussione della sua tesi di dottorato del 1880 ammette che sia lecito cibarsi anche di carne, o almeno che la questione è discutibile, ma ribadisce che non è affatto eticamente consentito all’uomo infliggere sofferenze agli animali.
Aveva un grande amore per la natura, e si rattristava nel vederla poco a poco periresotto i colpi dell’egoismo imprevidente e del potere distruttivo del moderno tecnicismo.
Quando cominciò a scrivere i Tre dialoghi, Solovëv aveva già perso la speranza di veder realizzati i grandiosi progetti per i quali aveva tanto faticato e patito: la libera teocrazia, la riconciliazione delle Chiese, e l’instaurazione in terra del Regno di Dio.
A quarantasei anni ‒ quando stese quelle pagine ‒ era fisicamente stremato e spiritualmente deluso. Ma scoraggiamento non significa affatto perdita della fede, anzi: nel dolore la sua fede si era piuttosto affinata ed essenzializzata, e il suo carisma profetico sembrava essersi fatto più penetrante, almeno a giudicare da alcune sue previsioni.
Puntando lo sguardo sull’incipiente secolo XX, Solovëv lo ha preannunziato come«l’epoca delle ultime grandi guerre, delle discordie intestine e delle rivoluzioni».
Poche settimane prima di morire confidò ad un amico: «Sento che si avvicinano tempi in cui i cristiani dovranno radunarsi per la preghiera nelle catacombe. La fede sarà perseguitata dappertutto, forse meno brutalmente che ai giorni di Nerone, ma più sottilmente e crudelmente: per mezzo della menzogna, dell’inganno e della falsificazione».
Nella premessa ai Tre dialoghi (datata alla domenica di Pasqua del 1900) egli colsecon perfetta lucidità quanto il problema vitale per l’uomo sia quello di prendere sul serio il potere maligno e di credere nella necessità di un intervento salvifico trascendente:
«È forse il Male soltanto un difetto di natura, un’imperfezione che scompare da sé con lo sviluppo del Bene, oppure una Forza effettiva che domina il mondo per mezzo delle sue lusinghe, sicché per una lotta vittoriosa contro di esso occorre avere un punto d’appoggio in un altro ordine d’esistenza?»
Questo è l’interrogativo semplice e drammatico che è posto in apertura del libro; e questa è ancora oggi una delle questioni che più radicalmente turbano e dividono il genere umano.
L’Anticristo
Solovëv previde che, dopo le grandi guerre del secolo XX, i popoli, persuasi dei gravi danni derivati dalle loro rivalità, avrebbero dato origine agli Stati Uniti d’Europa:
«Ma… i problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell’uomo, resi più complicati e intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono come per il passato senza soluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico».
Non si può dire però che ciò comporti l’estendersi e l’irrobustirsi della fede. Al contrario, l’incredulità sarebbe stata dilagante. Sicché, alla fine si sarebbe profilata per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto. In questo vuoto si erge appunto e si consolida la presenza e l’azione dell’Anticristo.
Più che la vicenda visualizzata da Solovëv, nella quale l’Anticristo prima di tutto viene eletto Presidente degli Stati Uniti d’Europa, poi è acclamato imperatore romano, quindi si impadronisce del mondo intero e in ultimo si impone anche alla vita e all’organizzazione delle Chiese, emergono le caratteristiche che l’autore attribuisce a questo personaggio.
Era ‒ dice Solovëv ‒ «un convinto spiritualista». Credeva nel bene e perfino in Dio,«ma non amava che se stesso». Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava «altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza».
Nella sua prima giovinezza si era segnalato come dotto e acuto esegeta: una sua voluminosa opera di critica biblica gli aveva propiziato una laurea ad honorem da parte dell’università di Tubinga.
Ma il libro che gli aveva procurato più fama e consenso unanime portava il titolo: “La via aperta verso la pace e la prosperità universale”…
È vero che alcuni uomini di fede si domandavano perché non vi fosse nominato nemmeno una volta il nome di Cristo; ma altri ribattevano: «Dal momento che il contenuto del testo è permeato dal vero spirito cristiano, dall’amore attivo e dalla benevolenza planetaria, che volete di più?».
D’altronde egli «non aveva per Cristo un’ostilità di principio», anzi ne apprezzava la retta intenzione e l’altissimo insegnamento.
Tre cose di Gesù, però, gli riuscivano inaccettabili.
Prima di tutto le sue preoccupazioni morali. «Il Cristo (affermava) col suo moralismo ha diviso gli uomini secondo il bene ed il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi». Poi non gli andava «la sua assoluta unicità».
«Egli è uno dei tanti; o meglio (diceva a sé stesso) è stato il mio precursore, perché il salvatore perfetto e definitivo sono io, che ho purificato il suo messaggio da ciò che è inaccettabile all’uomo di oggi».
Soprattutto non poteva sopportare il fatto che Cristo fosse vivo, e istericamente si ripeteva: «Lui non è tra i vivi e non lo sarà mai. Non è risorto, non è risorto, non è risorto! È marcito, è marcito nel sepolcro…»
Pacifismo, ecologismo, ecumenismo dell’Anticristo
Ma dove l’esposizione di Solovëv appare particolarmente originale e sorprendente,tanto da meritare la più approfondita riflessione, è nel conferimento all’Anticristo delle qualifiche di pacifista, di ecologista, di ecumenista.
‒ Già s’è visto che la pace e la prosperità sono gli argomenti del capolavoro letterariodi questo “eroe” diabolico. Ma sono idee che egli riuscirà anche ad attuare.
La corrente anticristica è già in atto, ad opera del Falso Profeta! (Cfr. QUI).
Nel secondo anno di regno, come imperatore romano e globale, potrà emettere il proclama: «Popoli della terra! Io vi ho promesso la pace e io ve l’ho data». E proprio a questo proposito matura in lui la coscienza della sua superiorità sul Figlio di Dio: «Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace».
A ben capire la visione di Solovëv, su questo punto, gioverà citare quanto egli riferiscenel terzo dialogo per bocca del Signor Z. ‒ l’interlocutore che lo rappresenta: «Il Cristo è stato il riformatore dei popoli, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato ad essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in parte incorreggibile.
Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo, come moralista, li ha divisi secondo il bene ed il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi.
Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per gli uni e per gli altri e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha minacciato alla terra il terribile ultimo giudizio.
Però l’ultimo giudizio sarò io e il mio verdetto non sarà solo di giustizia ma anche di clemenza.»
[Infatti il Giubileo straordinario della Misericordia (8 dic. 2015 ‒ 20 nov. 2016) è stato proclamato da Bergoglio, il Falso Profeta, che ha espresso il proprio sentire al riguardo, dicendo alle Clarisse:
 
“Maria sta all’interno della porta del Paradiso; San Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti.” Cfr. QUI; ndr].
‒ L’Anticristo sarà un ecologista o almeno un animalista. Sono termini moderni che ovviamente Solovëv non usa; ma la sua descrizione è abbastanza chiara:
«Il  nuovo  padrone  della  terra  era  anzitutto  un  filantropo, pieno  di compassione, non solo amico degli uomini ma anche amico degli animali. Personalmente era vegetariano, proibì la vivisezione e sottopose i mattatoi ad una severa sorveglianza; le società protettrici degli animali furono da lui incoraggiate in tutti i modi».
‒ L’Anticristo infine si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare «con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza». Convocherà i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane ad «un concilio ecumenico da tenere sotto la sua presidenza». (Cfr. QUI; ndr)
La sua azione mirerà a cercare il consenso di tutti attraverso la concessione dei favori concretamente più apprezzati.
«Se non siete capaci di mettervi d’accordo tra voi ‒ dirà ai convenuti dell’assise ecumenica ‒ spero di mettere d’accordo io tutte le parti, dimostrando a tutti il medesimo amore e la medesima sollecitudine per soddisfare la vera aspirazione di ciascuno».
Attuerà praticamente questo disegno, ridonando ai cattolici il potere temporale del papa, erigendo per gli ortodossi un istituto per la raccolta e la custodia di tutti i preziosi cimeli liturgici della tradizione orientale, creando a vantaggio dei protestanti un centro di libera ricerca biblica lautamente finanziato.
È un ecumenismo «quantitativo», che gli riuscirà quasi perfettamente: le masse dei cristiani entreranno nel suo gioco.
Soltanto un gruppetto di cattolici con a capo il papa Pietro II, un esiguo numero di ortodossi guidati dallo staretz* Giovanni ed alcuni protestanti che si esprimono per bocca del professor Pauli resisteranno al fascino dell’Anticristo.
*(“Staretz” è un termine russo che riguarda i mistici cristiani ortodossi con séguito, dotati di un particolare carisma, e non necessariamente indicante monaci o religiosi; ndr).
Costoro arriveranno ad attuare l’ecumenismo della verità, radunandosi in un’unica Chiesa e riconoscendo il primato di Pietro. Ma sarà un ecumenismo «escatologico»,realizzato quando ormai la storia sarà pervenuta alla sua conclusione:
«Così ‒ racconta Solovëv ‒ si compì l’unione delle Chiese nel cuore di una notte oscura su un’altura solitaria. Ma l’oscurità della notte venne ad un tratto squarciata da un vivido splendore e in Cielo apparve un grande segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle».
L’ammonimento profetico di Solovëv
Verranno giorni, ci dice Solovëv ‒ ed anzi sono già venuti, diciamo noi ‒ quando nella cristianità si tenderà a risolvere il fatto salvifico, che non può essere accolto se non nell’atto difficile, coraggioso e razionale della fede, in una serie di «valori» facilmente esitabili (smerciabili; ndr) sui mercati mondani.
Il cristianesimo ridotto a pura azione umanitaria nei vari campi dell’assistenza, della solidarietà, del filantropismo, della cultura; il messaggio evangelico identificato nell’impegno al dialogo tra i popoli e le religioni, nella ricerca del benessere e del progresso, nell’esortazione a rispettare la natura.
La Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della verità (cfr. 1 Tm 3,15), scambiata per un’organizzazione benefica, estetica, socializzatrice: questa è l’insidia mortale che oggi va profilandosi per la famiglia dei redenti dal sangue di Cristo.
(Non sono forse i tempi che stiamo vivendo con questo papa? Cfr. QUIQUI, e QUI, dove si possono trovare anche tutti i link che lo riguardano; ndr).
Gesù Cristo, il Figlio di Dio crocifisso e risorto, unico Salvatore dell’uomo, non è «traducibile» in una serie di buoni progetti e di buone ispirazioni, omologabili con la mentalità mondana dominante.
Gesù Cristo è una «pietra», come egli ha detto di sé: e su questa «pietra», o affidandosi si costruisce, o ci si va ad inzuccare: «Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà» ( Mt 21,44).
È indubitabile che il cristianesimo sia prima di ogni altra cosa «avvenimento»; ma è altrettanto vero che una simile «svolta» epocale propone e sostiene dei «valori» irrinunciabili.
Non si può, per amore di dialogo, sciogliere il fatto cristiano in una serie di concetti condivisibili dai più; ma non si può neppure disistimare i valori autentici, quasi fossero qualcosa di trascurabile. Occorre dunque il discernimento.
‒ Ci sono dei valori assoluti (o, come dicono i filosofi, trascendentali): questi sono, ad esempio, il Vero, il Bene, il Bello. Chi li ricerca, li onora e li ama, percepisce, onora, ama Gesù Cristo, anche se non lo sa e magari si crede anche ateo, perché nell’essere profondo delle cose Cristo è la Verità, la Giustizia, la Bellezza.
‒ Ci sono valori relativi (o categoriali), come il culto della solidarietà, l’amore per la pace, il rispetto per la natura, l’atteggiamento di dialogo ecc. Questi meritano un giudizio più articolato, che preservi la riflessione da ogni ambiguità.
Solidarietà, pace, natura, dialogo possono diventare nel non cristiano le occasioni concrete di un approccio iniziale e informale a Cristo e al suo mistero.
Ma se nella sua attenzione essi si assolutizzano fino a svellersi del tutto dalla loro oggettiva radice o, peggio, fino a contrapporsi all’annuncio Vero del Cristo, allora diventano istigazioni all’idolatria ed ostacoli sulla strada della salvezza.
Allo stesso modo, nel cristiano, questi stessi valori ‒ solidarietà, pace, natura, dialogo‒ possono offrire preziosi impulsi all’inveramento (al realizzarsi; ndr) di una totale e appassionata adesione a Gesù, Signore dell’universo e della storia; è, per esempio, il caso di san Francesco d’Assisi.
Ma se lo stesso, per amore di apertura al mondo e di buon vicinato con tutti,  quasi senza  avvedersene  stempera  sostanzialmente  la  giusta Via Cristica  nell’esaltazione e nel conseguimento di tali traguardi secondari, allora egli si preclude la connessione personale col Figlio di Dio crocifisso e risorto, consuma a poco a poco il peccato di apostasia, si ritrova alla fine dalla parte dell’Anticristo.
“La Predicazione dell’Anticristo” di Luca Signorelli
Ebbene, a me pare che anche e soprattutto oggi siamo alle prese con la cultura della pura e semplice «apertura», della libertà senza contenuti, del niente esistenziale.Questa è la più grande tragedia del nostro tempo.
Ma la tragedia diventa ancor più immane quando a questo «niente», a questa sorta di «aperture», si attribuisce per amore di dialogo qualche ingannevole etichetta cristica.
Fuori di Cristo ‒ persona concreta, realtà viva, avvenimento ‒ c’è solo il «vuoto» dell’uomo e la sua disperazione. In Cristo, che è il «pleroma» del Padre, l’uomo trova la sua pienezza e la sua sola speranza.
Card. Giacomo Biffi
Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it
Pubblicato da Sebirblu

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Oggetto stellare gigante più grande di Giove è diretto verso il nostro Sistema Solare

Haran

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Gli astronomi dilettanti stanno osservando e seguendo ciò che credono sia una cometa, poiché aumenta di dimensioni e luminosità visibili nella nostra atmosfera.  Soprannominato PANSTARRS (C / 2017 S3), questo oggetto spaziale è enorme e si sta dirigendo verso il sistema solare. Sarà visibile ad occhio nudo fino alla fine di Agosto 2018.

L’osservatore austriaco del cielo Michael Jager ha pubblicato una foto sulla sua pagina Facebook della misteriosa ed enorme stella luminosa visibile nello spazio. Ha detto: “Molto probabile che si tratta di una Cometa e la sua atmosfera è di 260.000 km di diametro, quasi il doppio del pianeta Giove. Queste dimensioni lo rendono un obiettivo relativamente facile per i telescopi per terrazzi.”

Ma i teorici della cospirazione pensano che potrebbe essere molto peggio. Tyler Glockner, che gestisce il canale You Tube Secureteam10, ha ipotizzato che non ci sia modo per essere valutata come una cometa poiché non ha una coda.

Ha anche aggiunto che sembrano esserci due oggetti dal centro. Glockner ha pubblicato il video sul suo canale YouTube, ma gli spettatori pensano che possa essere ancora più misterioso come oggetto che è più grande di Giove. “Arriva Nibiru ed è reale, causerà terremoti e uragani e sta spostando comete dalla Nube di Oort come mai prima d’ora”, ha dichiarato un appassionato di alieni. Un altro ha aggiunto: “È una luce proveniente da un sistema planetario che si schianta contro di noi”. E un terzo commenta: “Quello è un pianeta, non una roccia spaziale”. Si dice che Nibiru causerà nel suo avvicinamento alla terra, disastri come terremoti potenti e eruzioni vulcaniche. Per molti,  il grande pianeta sconosciuto, si avvicinerà al nostro pianeta entro il XXI secolo.

Ma cos’è veramente questo oggetto enorme?

Tralasciando ogni sorta di cospirazione, il gigantesco oggetto verde che si avvicina al sistema solare è la cometa PANSTARRS (C / 2017 S3), che ha aumentato la sua luminosità e sembra circondata da un’enorme nuvola di polvere e gas verde, quindi , è stato soprannominato ‘Incredible Hulk’. La cometa verde si avvicina al sistema solare e la sua nuvola di polvere e gas è così brillante che alcuni astronomi stimano che potrebbe presto essere visibile ad occhio nudo nel cielo notturno di alcune parti del mondo.

Nonostante queste dimensioni impressionanti, la nuvola di polvere verde di PANSTARRS (C / 2017 S3) è instabile e gli astronomi non sanno se si disintegreranno quando si avvicina al nostro Sole, o se prenderanno slancio per proiettarsi verso i confini dell’universo.

Quello che è  più interessante per gli astronomi è che la chioma della PANSTARRS (C / 2017 S3) sta aumentando la luminosità ad un ritmo impressionante: solo in questa settimana è stato segnalato un aumento del 1600%. Per continuare con la sua traiettoria attuale, l’Incredible Hulk” raggiungerà il punto più vicino al nostro Sole intorno al 15 o 16 agosto di quest’anno: la prima volta che si trova nella parte interna del sistema solare. L’astrofisico Michael Jager cosniglia gli astronomi dilettanti di “aspettarsi qualcosa di inaspettato” e di cercare “una cometa non guidata con una vivida nube di gas attorno”.

Via Segnidalcielo

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Misterioso oggetto lampeggiante catturato nel cielo sopra il New Jersey (Video)

Haran

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Il 5 luglio 2018 un testimone ha filmato delle strane luci pulsanti sconosciute nel cielo sopra il New Jersey. 

Il testimone afferma che le quelle luci erano veramente atipiche.

Si tratta di un un raro fenomeno aereo, un fenomeno naturale o un portale che si è aperto sul New Jersey?

 

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Nikola Tesla, il segreto dell’antigravità sfruttando la potenza dell’Universo

Haran

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Spesso sul nostro sito abbiamo parlato  di quel genio dimenticato dai libri di scuola, il cui nome è Nikola Tesla.

Una mente geniale, una persona che sembrava arrivata dal futuro (e chissà magari veniva dal futuro  veramente).

Oltre 100 anni fa, Nikola Tesla aveva capito tecnologie che ancora oggi non siamo ancora in grado di capire. Alla fine del 1800, Nikola Tesla ha parlato di tecnologia antigravitazionale, dischi volanti alimentati da specifiche Bobine Tesla e l”Etere’ che ha dato seguito alla forza creatrice che dà la vita.

Ho elaborato una teoria dinamica di gravità in tutti i dettagli e la speranza di dare questo al mondo molto presto.

Nikola Tesla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La maggior parte delle cose che vedete intorno a voi oggi, che vanno ad energia elettrica, la radio, droni, illuminazione fluorescente, luci al neon, radar, a microonde e decine di altre invenzioni sorprendenti sono il risultato di una sola mente: Nikola Tesla.

Nikola Tesla è un uomo assente dai libri di storia, ma responsabile della tecnologia futuristica di cui godiamo oggi, che è stata prevista da questo genio più di cento anni fa.

Ma la mente di Tesla è andata al di là di tecnologie convenzionali. In realtà, Nikola Tesla ha registrato un brevetto interessante nel 1928.

Il numero di brevetto 1.655.144 dettagli di una macchina volante che stranamente assomigliava sia ad un aereo che ad un elicottero. Un brevetto per un veicolo, che aveva bisogno di un sistema di propulsione. (fonte wikipedia )

Prima della sua morte, Nikola Tesla ha sviluppato ciò che egli chiama ‘Space Drive’ o il sistema di propulsione a campo anti-elettromagnetico.

Un progetto di Nikola Tesla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1897, quando Tesla presenta la sua teoria dinamica della gravità, disse che tutti i corpi emettono microonde cui tensione e frequenza sono determinate dal loro contenuto elettrico e moto relativo.

Oltre un centinaio di anni fa, Nikola Tesla è riuscito a misurare la radiazione a microonde del nostro pianeta e ha concluso che è solo un paio di centimetri di lunghezza d’onda.

Tesla continua dicendo che la frequenza e la tensione di radiazione a microonde della terra sono stati influenzati fortemente dalla velocità e la massa del nostro pianeta. L’interazione gravitazionale con altri corpi celesti come il sole è stato determinato dall’interazione delle microonde tra i corpi celesti.

Tesla ha confermato questo, posizionando due piastre metalliche ad una certa distanza, e le ha elettrizzante con alta tensione, correnti ad alta frequenza ( “correnti Tesla”, o “microonde”). Alla sufficiente alta tensione e frequenza, lo spazio tra di loro divenne “stato solido”. Ha inoltre lavorato con una sola piastra, sospendendo la piastra di zinco (1/8” spessore x 12” quadrato, del peso di circa due libbre) a mezz’aria.

Ma non solo Tesla conosceva tecnologia ‘ultraterrena’, è andato oltre, con l’avventurarsi in altri soggetti affascinanti che alla fine lo ha portato verso l’etere.

Parlando dei suoi studi, in un articolo inedito della più grande conquista dell’uomo , Tesla ha delineato la sua teoria dinamica della gravità dicendo che l’ ‘etere luminoso riempie tutto lo spazio’.

Tesla ha detto che l’etere agisce sulla forza creativa che dà la vita. L’etere è gettato in “vortici infinitesimali” ( “micro eliche”) al vicino alla velocità della luce, divenendo materia ponderabile. allora la forza si abbassa e il movimento cessa, la materia ritorna all’etere (a forma di “decadimento atomico”).

L’umanità può sfruttare questi processi, a:

-La materia, “precipitata” dall’etere
-Creare quello che vuole con la materia e l’energia derivata
-Altre dimensioni terrestri
-Controllo delle stagioni della terra (controllo del tempo)
-Guida attraverso l’Universo, la Terra è come una nave spaziale
-Causa le collisioni di pianeti per produrre nuovi soli e stelle, calore e luce
-Origine e sviluppo della vita in forme infinite

È interessante notare che, Tesla è andato oltre le invenzioni verso qualcosa di grande. Infatti, quando leggiamo di Nikola Tesla sull’ ‘etere’ ci rendiamo conto di quanto molto più avanti del resto del mondo questa mente geniale fosse in realtà.

Ho lavorato in tutti i dettagli con la speranza di dare questo al mondo molto presto. Spiego le cause di questa forza e il moto dei corpi celesti sotto la sua influenza in modo soddisfacente che possa porre fine alla minima speculazione e false concezioni, come quella dello spazio curvo. Solo l’esistenza di una saldatura di forza può spiegare i moti dei corpi come osservato, e la sua assunzione dispensa con curvatura dello spazio. Tutta la letteratura sull’argomento è inutile e destinata all’oblio. Così sono tutti i tentativi di spiegare il funzionamento dell’universo senza riconoscere l’esistenza dell’etere e la funzione indispensabile che essa svolge nel fenomeno.

Tutto quanto detto sopra, potrebbe essere interpretato come se Tesla stava dicendo che attraverso la scienza, l’umanità potrebbe effettivamente diventare tutt’uno con il creatore.

I poteri illimitati sono già qui, non dobbiamo inventarli, non ci resta che trovare un modo di vedere, sentire, e sfruttarli al meglio per il genere umano.

Tesla potrebbe aver trovato un modo, ma il resto del genere umano non era pronto per questo.

Via Hackthematrix

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