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Archeologia antica

Le piramidi producevano energia Wireless come fece Tesla nei primi del 1900

Haran

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L’alone di mistero che circonda le grandi piramidi d’Egitto e dell’America precolombiana sembra essere impenetrabile all’archeologia convenzionale. Nuovi studi condotti da ricercatori

prestati all’archeologia rivelano sorprendenti aspetti che fanno ritenere che sofisticatissime tecnologie fossero largamente in uso presso le culture di epoche da noi ritenute primitive.

La tesi normalmente normalmente divulgata e da tutti accettata è che il progresso delle civiltà si sia evoluto da uno stadio primitivo ad uno più avanzato.

Eppure, se si esce dalla prospettiva “evoluzionista” e si analizzano senza pregiudizi alcune opere maestose del passato, si scopre che questo paradigma è sempre applicabile.

Nuove scoperte sulle piramidi dell’antico Egitto e dell’America Precolombiana indicato come branche della scienza, come l’elettricità, l’elettrochimica, l’elettromagnetismo e la metallurgia, fossero utilizzate in maniera considerevole dagli antichi.

La batteria di Baghdad mostra come gli egizi conoscessero e utilizzassero ampiamente la corrente elettrica, e i bassorilievi del Tempio di Dendera, scoperti dall’archeologo francese Auguste Mariette nel 1857, rivelano che questa fosse utilizzata anche per l’illuminazione, difatti nessun segno di fuliggine è mai stato trovato nei corridoi delle piramidi o delle tombe dei re perché queste aree venivano illuminate con energia elettrica.

Nel lavoro di diversi importanti ricercatori figura quello di Christopher Dunn, un ingegnere meccanico inglese, che nel suo libro The Giza Power Plant: Technologies of Ancient Egypt afferma che la Grande Piramide di Giza fosse utilizzata come centrale elettrica wireless, sul modello delle intuizioni di una delle più grandi menti del secolo scorso: Nikola Tesla.

Le conclusioni sorprendenti di Dunn fanno apparire la teoria dell’egittologia tradizionale (secondo la quale la Grande Piramide è stata costruita con utensili in rame da una società che non aveva la ruota) piuttosto sciocche! L’ingegnere parte propria dalla grande complessità e precisione della costruzione di Giza, per poi giungere a proporre la sua teoria dagli indizi raccolti sul campo.

Quella che ne viene fuori è una teoria che dipinge la Grande Piramide come una macchina straordinaria, capace di produrre energia utilizzando la Terra come fonte, la scienza acustica e la chimica. La teoria che Dunn chiarisce lo scopo di tutti i passaggi e le stanze all’interno della struttura piramidale.

In maniera molto sintetica, Dunn teorizza che le vibrazioni naturali della Terra provocassero una risonanza armonica in grado di ricavare idrogeno prodotto nella Camera della Regina attraverso la ionizzazione di una soluzione di acido cloridrico diluito e cloruro di zinco idrato. L’idrogeno veniva canalizzato nella Camera del Re attraverso la Gran Galleria e qui convertito in microonde.

Lo studio di Michel Barsoum

A dare credito all’ipotesi di Dunn ci sono le recenti scoperte di Michel Barsoum. Anche in questo caso si tratta di un ricercatore prestato all’egittologia e quindi libero da pregiudizi e dai dogmi dell’archeologia convenzionale. Barsoum, infatti, è un illustre professore presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria della Drexel University.

Come racconta livescience.com, un giorno Barsoum ricevette la telefonata inaspettata di Micheal Carrell, amico di un collega in pensione, per fargli alcune domande sui misteri che circondano la costruzione delle piramidi di Giza.

Secondo Carrell, i misteri erano stati risolti da Joseph Davidovits, direttore dell’Istituto di Scienze dei Materiali Geopolimeri di San Quentin, in Francia, più di due decenni fa, rivelando che le pietre delle piramidi erano state realizzate con una forma molto precoce di calcestruzzo composto da una miscela di calcare, argilla, calce e acqua.

“È stato a questo punto della telefonata che io scoppiai a ridere”, racconta Barsoum. “Se le piramidi sono state effettivamente costruite così, qualcuno avrebbe potuto dimostrarlo al di là di ogni dubbio passando poche ore al microscopio elettronico”. Si è scoperto che nessuno aveva mai dimostrato la teoria.

Barsoum decide di imbarcarsi nella ricerca e un anno e mezzo più tardi, dopo le osservazioni al microscopio a scansione e altri test, cominciò a trarre alcune conclusioni sconcertanti sulle piramidi. Le osservazioni erano effettivamente coerenti con l’idea del calcestruzzo, ma il legame del cemento calcareo era con il biossido di silicio e ricco di magnesio silicato.

Inoltre, le pietre del rivestimento esterno e interno della piramide mostravano entrambe una struttura amorfa, cioè i loro atomi non erano disposti in una struttura regolare e periodica. Lo stato amorfo, in qualche modo intermedio tra il solido e il liquido, è poco frequente in natura, quasi assente: la maggior parte dei solidi sono naturalmente cristallini e le loro molecole sono disposte con un ordine a lungo raggio che definisce un reticolo cristallino.

“È molto improbabile che le pietre del rivestimento interno e esterno che abbiamo esaminato siano stati ricavati da un blocco di calcare naturale”. Più sorprendentemente, Barsoum ha poi scoperto la presenza di sferule di biossido di silicio su scala nanometrica (con diametri nell’ordine di miliardesimi di metro), fatto che conferma ulteriormente che i blocchi non sono di origine naturale.

“È ironico che intere generazioni di egittologi e geologi siano stati ingannati dai blocchi, realizzato in maniera così fedele da sembrare calcare naturale”, spiega Barsoum. “Gli antichi egizi sapevano produrre nanotecnologie”.

Gli egittologi devono costantemente confrontarsi con domande senza risposta: come è stato possibile posizionare blocchi in modo così perfetto che nemmeno un capello può esservi inserito? E se tali blocchi sono stati scolpiti con strumenti di rame, perchè non è mai stato trovato nessuno scalpello sulla piana di Giza?

La ricerca di Barsoum sembra rispondere, almeno in parte, a queste domande, anche se, come tutti i grandi misteri del passato, alcune questioni rimangono aperte: come è stato possibile agli antichi egizi trasportare a metà della Grande Piramide blocchi di granito pesanti più di 70 tonnellate? “Ironia della sorte, questo studio di antiche rocce non riguarda il passato, ma il futuro”, conclude Barsoum.La “mica” di Teotihuacán

Le indagini archeologiche eseguite sul sito di Teotihuacán, Messico, hanno portato alla scoperta di un esteso uso di “mica” da parte dei costruttori del sito, un minerale presente solo in Brasile, a 5 mila km di distanza.

I fogli di mica sono stati probabilmente trasportati per migliaia di chilometri. Perchè avrebbero dovuto farlo? E perchè la mica è stata trovata in tutti gli edifici di Teotihuacán, nei templi, nei complessi abitativi e lungo le strade, praticamente dappertutto? Ovvimente non per decorazione, dato che non è visibile dall’esterno.

La mica ha alcune proprietà elettriche che la rendono un buon isolante. Viene, infatti, utilizzata anche come isolante elettrico in apparecchiature ad alta tensione. Essendo resistente al calore, la mica viene utilizzata per produrre finestre di forni e altri sistemi riscaldanti. Viene anche utilizzata per isolare i conduttori elettrici in cavi antincendio. Nei forni a microonde sottili mascherine di mica ricoprono il vano del magnetron.

I costruttori di Teotihuacán devono aver avuto un motivo molto preciso per usarla e, a parere di molti ricercatori, è che faccia parte di qualche tecnologia a noi sconosciuta.

All’inizio del secolo scorso, sia nella Piramide del Sole che in una sala sotterranea del Tempio distante un chilometro, gli archeologi hanno rinvenuto grandi quantità la mica, la quale fungeva da rivestimento per il pavimento e per il soffitto. Oggi il Tempio, detto appunto della Mica, non è accessibile al pubblico.

C’è un tunnel che congiunge il Tempio della Mica alla caverna che si trova sotto la Piramide del Sole (anche l’accesso a questa via sotterranea è interdetto), con diverse intercapedini secondarie sia a destra che a sinistra. È possibile che la sala sotto il Tempio della Mica contenesse qualche strumento che producesse energia per gli edifici del sito, come una sorta di centrale elettrica? Se così fosse, significa che i tunnel servissero da rete elettrica che connetteva l’intera città?

Secondo i teorici degli Antichi Astronauti, l’utilizzo della mica potrebbe essere stato dettato anche da uno scopo più ‘protettivo’. La Nasa, ad esempio, utilizza la mica sul dorso degli shuttle per far deflettere il calore prodotto dall’attrito nel momento del rientro in atmosfera, perfetta per questo scopo. È possibile che la mica sia stata utilizzata per proteggere le installazioni di Teotihuacán dal calore prodotto da un qualche tipo di velivolo non terrestre?

A prescindere da quello che si vuol credere, viene da chiedersi da dove venissero queste conoscenze così avanzate in possesso degli antichi egizi e dei costruttore dell’America precolombiana. I racconti mitologici di entrambe le culture narrano di antichi dei discesi dal cielo su navi o serpenti alati, tradizioni che vogliono, ad ogni modo, dire che in quei luoghi è successo qualcosa di straordinario.

via TheDayAfter

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Archeologia antica

Shimao: nuova antichissima piramide scoperta in Cina

Haran

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Shimao: una grande piramide e dei pozzi dove venivano lanciate teste decapitate. Un tempio di giada e di sacrifici molto prima che gli imperatori regnassero in Cina.

Una città di 4.300 anni, con al centro un’imponente piramide a gradoni alta almeno 70 metri, scoperta in Cina anni fa, è al centro dell’attenzione di un gruppo internazionale di archeologi, che sta portando alla luce una storia del tutto inattesa – riportati su Antiquity. La piramide era decorata con “occhi” simbolici e facce “antropomorfe”, in parte umane e in parte animali. Quelle figure «potrebbero aver dotato la piramide a gradoni di uno speciale potere religioso, per rafforzare ulteriormente la sensazione di potenza che esercitava sulle persone», scrivono gli archeologi nell’articolo.

Per cinque secoli attorno alla piramide prosperò una grande città, che si estendeva per circa 400 ettari: 4 km quadrati, cosa che all’epoca ne faceva una grande metropoli. Oggi quella città è chiamata Shimao, ma il suo vero nome è sconosciuto. Fino a poco tempo fa si pensava che Shimao fosse parte della Grande Muraglia (costruita poco più di 2.000 anni fa) e solo recentemente ci si è resi conto che è più antica e che ha una sua storia ancora da decifrare.

Una grande piramide ed una immensa città

La piramide e le fortificazioni. La piramide mostra 11 ampi gradoni pavimentati in pietra. Sul gradone più alto «c’erano palazzi costruiti in terra battuta, con pilastri in legno e ricoperti con tegole, e una gigantesca riserva d’acqua», scrivono gli archeologi. Tutte le persone di potere vivevano a quel livello, e tutto ciò che serviva loro era prodotto nelle immediate vicinanze: «Il complesso non funzionava solo come spazio residenziale dell’élite di governo di Shimao, ma anche da area di produzione per tutto ciò che serviva all’élite stessa».

Una serie di muri in pietra, con bastioni e porte, circondava la piramide e la città, e all’ingresso della piramide c’erano raffinate mura difensive il cui design suggerisce che erano destinate a fornire sia difesa sia un accesso molto limitato alle persone.

shimao piramidi cina

Giada e sacrifici umani

In prossimità della porta esterna orientale sono stati trovati sei pozzi contenenti teste umane decapitate: alcune delle vittime potrebbero non essere originarie della città ma provenire da un altro sito a nord di Shimao: «L’analisi dei resti umani suggerisce che le vittime potrebbero essere originarie di Zhukaigou, forse portati a Shimao come prigionieri». Le ricerche sul campo hanno rivelato artefatti in giada inseriti negli spazi tra i blocchi di pietra di tutte le strutture di Shimao: questi manufatti in giada e i sacrifici umani “impregnavano” di forza la piramide? Il lavoro di archeologi e antropologi a Shimao è appena iniziato.

Via Nibiru 2012

 

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Archeologia antica

Nel 36.420 A.C Lo Zep Tepi Degli Antichi Egizi Parla Di Una Civiltà Dotata Di Conoscenze Tecnologiche Avanzate

Haran

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Nel 36.420 A.C lo Zep Tepi degli antichi Egizi parla di una civiltà dotata di conoscenze tecnologiche avanzate

Secondo i “Testi delle Piramidi”, ci fu un periodo primordiale dal quale emerse l’ordine dal caos e nel quale gli dèi governavano la Terra. Tale periodo è chiamato “Zep Tepi”. Si tratta solo di racconti mitologici, oppure ci sono fatti storici dietro la tradizione dello Zep Tepi? Armando Mei, un ricercatore italiano, è convinto che lo Zep Tepi si riferisce ad un preciso tempo storico databile al 36.420 a.C.

I Testi delle Piramidi, la somma delle decorazioni e degli scritti murali rinvenuti in diversi monumenti egizi, ci hanno tramandato la maggior parte delle informazioni sui primi miti di creazione dell’Antico Egitto.

In tutti questi miti viene descritto un periodo lontano, definito TPJ ZP (talvolta trascritto come Zep Tepi, ovvero “prima occasione”).

Uno dei documenti più interessanti è certamente il Papiro di Torino, conosciuto anche come Papiro dei Re, un documento risalente alla XIX dinastia egizia che riporta, oltre all’elenco dei sovrani dall’unificazione dell’Alto e Basso Egitto fino al momento della compilazione, la lista dei re divini e semidivini del Periodo Predinastico.

Nel 36.420 A C lo Zep Tepi degli antichi Egizi parla di una civiltà dotata di conoscenze tecnologiche avanzate

Il calcolo a ritroso della cronologia contenuta nel Papiro di Torino indicherebbe che il periodo primordiale, ovvero quello del regno di Ptah, creatore e primo sovrano dell’Egitto, risalirebbe a circa 39 mila anni fa.

 

La fonte citata riferisce che nel tempo primordiale gli dèi regnarono in Egitto 20 mila anni. Ad essi seguirono governanti semidei, noti come i “seguaci di Horus”, ed infine gli uomini mortali. Gli uomini mortali iniziarono a regnare sull’Egitto intorno al IV millennio a.C. con le dinastie dei faraoni a noi conosciute.

Come interpretare, dunque, queste informazioni? L’egittologia, e la storiografia, ufficiale ci dicono che tutto ciò che risale al periodo predinastico è da considerarsi come mito, quindi niente di storico!

Eppure, c’è un ricercatore italiano, Armando Mei che ha dedicato la sua vita di studioso proprio all’egittologia predinastica, ovvero il periodo che va dal 3.180 a.C. fino al tempo primordiale.

Nel 2005, Mei ha presentato una Ricerca sulla Piana di Giza, culminata nella formulazione della sua «Teoria sulla Datazione Storica dello Zep Tepi», presentata all’International Conference on Ancient Studies, tenutasi presso la Zayed University di Dubai nel 2010.

La storicità dello Zep Tepi

Armando Mei spiega che i ricercatori hanno avanzato numerose teorie per quanto riguarda il complesso monumentale di Giza, siano essi appartenenti alla scuola accademica o a quella indipendente, proponendo diverse ipotesi sulla funzione dei complessi monumentali e sulle tecniche adottate per la loro costruzione.

In realtà, ad oggi, nonostante i molteplici tentativi di entrambe le scuole di pensiero non è stato ancora possibile rispondere ai tantissimi interrogativi che aleggiano sul misterioso complesso di Giza.

Certo, è innegabile che l’egittologia accademica abbia notevolmente contribuito alla nostra conoscenza di una civiltà unica e incomparabile, incredibilmente sviluppata dal punto di vista sociale, artistico e scientifico.

Tuttavia, gli stessi egittologi accademici hanno persistito nel voler far risalire alcuni reperti archeologici all’epoca dinastica, che secondo Mei poco, o niente, hanno a che vedere con quel periodo. Questo ha creato una certa confusione tra i ricercatori e ha influenzato non poco la nostra comprensione della preistoria d’Egitto.

Mei ritiene che una delle teorie più importanti degli ultimi 20 anni, in termini scientifici, sia quella proposta da Robert Bauval e nota come Teoria della Correlazione di Orione, secondo la quale il complesso monumentale di Giza non è altro che la proiezione terrena della Cintura di Orione, esattamente come si presentava nel 10.450 a.C. nel cielo sopra l’Egitto.

Nel 36.420 A C lo Zep Tepi degli antichi Egizi parla di una civiltà dotata di conoscenze tecnologiche avanzate

Nonostante sia stata stroncata a priori dagli ambienti accademici, questa teoria ha consentito lo sviluppo di nuove metodologie d’indagine che hanno, in parte, chiarito alcuni dei misteri legati al cosiddetto Periodo Predinastico.

Ed è proprio in questo filone d’indagine che si inserisce la teoria formulata da Armando Mei sviluppata in collaborazione con Nico Moretto. Attraverso l’applicazione di un modello matematico al complesso monumentale di Giza e l’analisi delle correlazioni astronomiche, i due ricercatori hanno retrodatato l’origine della Civiltà delle Piramidi al 36.900 a.C. dando un valore storico al mitologico Zep Tepi (o Primo Tempo di Osiride) e alla cronologia trascritta nel Papiro di Torino o Canone Reale.

Nello schema sottostante, è riprodotto la configurazione del cielo sopra la piana di Giza nell’anno 36.420 a.C. Ciò che colpisce è che all’alba dell’equinozio di primavera, all’inizio di un intero ciclo di precessione astronomica che terminerà nel 10.450 a.C., tutti i monumenti di Giza risultano perfettamente allineati con le costellazioni.

La teoria di Mei differisce da quella di Bauval almeno per due aspetti. Innanzitutto, rispetto alla Correlazione di Bauval sulla scena astronomica è presente Sirio-Iside, completamente al di sotto dell’orizzonte celeste nella sua teoria. Inoltre, nel 10.450 a.C. sul meridiano celeste è presente Mintaka, corrispondente della piramide di Micerino, la più piccola tra le piramidi maggiori di Giza.

Questi elementi ci lasciano intendere che la nostra teoria sia esattamente in linea con il messaggio che i Costruttori hanno voluto tramandare. Cheope ed Al Nitak sono in corrispondenza nel 36.420 e non nel 10.450 e l’origine dei miti egizi sarebbe confermata dalla teoria. L’Epoca d’Oro ricordata dagli Egizi Dinastici troverebbe così un fondamento nella Teoria della Datazione Storica dello Zep Tepi.

Mei non si sofferma sulle tecniche utilizzate per la costruzione delle Piramidi che rimangono ancora un mistero. A suo parere, i costruttori hanno voluto segnare un’epoca, molto probabilmente per celebrare i fasti di una Civiltà ormai al culmine della propria evoluzione scientifica. Così Mei in un’intervista su Nexus Magazine:

«L’Egittologia, a nostro parere, ha avuto il grande merito di ricostruire un periodo storico importante compreso tra il 3.100 ed il 343 a.C. ma ha commesso l’improvvido errore di sottovalutare moltissimi reperti che collegano quelle Terre a civiltà evolute che nulla hanno a che fare con l’Egitto Dinastico.

Del resto ci chiediamo come sia stato possibile edificare Giza con le tecniche utilizzate dagli Egizi dell’Antico Regno. Non avevano né le competenze tecniche e neanche gli strumenti necessari per edificare quelle opere immortali. Inoltre, ci chiediamo come sia stato possibile, durante la IV Dinastia, costruire quei complessi monumentali, in maniera così precisa, senza una concezione minima del disegno tecnico.

Insomma, a nostro parere, i venti anni canonici attribuiti dagli Egittologi per la costruzione della Piramide di Cheope non sarebbero bastati neppure per la costruzione delle prime dieci file di blocchi!».

Via Universo7p

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Archeologia antica

Lo Stargate Sumero

Haran

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L’analisi esopolitica americana verso l’Iraq
Le guerre verso l’Iraq, che sono state portate dagli US, coinvolgendo anche l’Europa, certamente sono state fatte per il petrolio, ma anche di segreti inconfessabili, uno di questi segreti ipotizzati potrebbe essere una ‘porta delle stelle’, uno Stargate, se veramente esistesse questo passaggio temporale nel sud Iraq, avrebbe avuto un ruolo molto importante sul ‘ritorno profetizzato degli dei “, allora è molto probabile che le organizzazioni governative clandestine che influenzano o controllano l’amministrazione americana, sono a conoscenza dell’esistenza e il ruolo di questo Stargate.
 
L’allora presidente Sadam Hussein, è più probabile che fosse a conoscenza di tale esistenza, di uno Stargate, questo lo si deduce dai suoi progetti architettonici intenti a far rivivere la grandezza delle antiche civiltà mesopotamiche, confermando così il suo posto come il restauratore della gloria passata dell’Iraq.
 
Più significativamente, si evince tutto questo da quando ha dato il suo permesso a una squadra tedesca di archeologi di riprendere gli scavi nella città sumera di Uruk dopo l’avvenuta mappatura dei sotterranei dell’antica città, questo, suggerisce che potrebbe essere la posizione dello Stargate sumero. Questa conoscenza di uno Stargate sepolto, può anche essere parte del motivo per cui il governo tedesco si è pubblicamente opposto ad una guerra preventiva degli Stati Uniti contro l’Iraq. Se, infatti, sia il regime di Hussein che quello dell’allora amministrazione Bush, ritenevano che uno Stargate giacesse sepolto nelle sabbie del sud dell’Iraq, allora molto probabilmente esiste una corsa per ottenere l’accesso ad esso e quello di controllarlo. Questa è la tesi di William Henry’ s per sostenere la politica del conflitto militare in Iraq. Dal punto di vista dell’amministrazione americana, il controllo dello Stargate Sumero, consentirebbe alle organizzazioni governative clandestine di continuare la loro campagna globale della non divulgazione della presenza ET sulla Terra. 
 
Questa forte implicazione dell’amministrazione, dell’allora presidente Bush per la segretezza ha ribaltato molte delle libertà e iniziative d’informazione da parte della precedente amministrazione Clinton. Il controllo dello Stargate sumero, da parte delle organizzazioni clandestine va aggiunto a qualsiasi altro Stargate che potrebbero essere stati trovati nelle capitali di altre civiltà, ad esempio, l’egiziano, Inca e Aztechi; presumibilmente per far leva sulle varie razze di ET  che attualmente interagiscono con il pianeta, o alla previsione dell’arrivo sulla scena di qualche evento associato al ‘ritorno profetizzato degli dèi’.
Per lo meno, il controllo dello Stargate Sumero, permetterebbe alle organizzazioni governative clandestine di dettare il ritmo delle trasformazioni globali che gli ET promettono di introdurre sulla Terra con la loro tecnologia avanzata, conoscenza superiore e abilità psichiche accresciute. Da parte del regime di Hussein, il controllo dello Stargate gli avrebbe permesso l’attivazione, soddisfacendo così la profezia, facilitando il ritorno di una razza avanzata di ET, l’élite Anunnaki. L’allora Presidente Hussein, probabilmente immaginava che in cambio della sua fedeltà alla élite Anunnaki, sarebbe stato ricompensato con una posizione globale di grande autorità. Forse, avrebbe vistop se stesso come una sorta di salvatore dell’umanità, facilitando il ritorno degli dèi che avrebbero risolto tutti i problemi umani, e la fine delle organizzazioni governative clandestine che hanno perpetuato nel tempo la non divulgazione della presenza ET.
 
Significativamente, i governi europei come la Germania, e forse anche la Francia e la Russia, possono aver dato una maggior copertura finanziaria per il futuro controllo dello Stargate, offrendo anche una copertura diplomatica per il regime di Hussein per consentire la ripresa degli scavi per la raccolta dei reperti archeologici, scavando in Uruk. Questi governi e le organizzazioni clandestine ad essi associati che hanno accesso alla conoscenza sulla presenza degli ET, molto probabilmente hanno il profondo sospetto che la volontà degli Stati Uniti, sia di avere il controllo sulla condivisione delle informazioni sul futuro dello Stargate Sumero e qualsiasi altra tecnologia scoperta in Iraq sugli ET. La tesi di Sitchin di un’antica presenza ET in Sumer combinata con la nozione di una varietà di dispositivi di trasporto ET descritti da altri autori nella loro ricerca di antiche civiltà, e la ripresa degli scavi archeologici nella prima capitale sumera Uruk nel 2002, da sostegno alla tesi di William Henry di uno Stargate che giace sepolto nelle sabbie del sud dell’Iraq. Questo fornisce importanti informazioni contestuali che è utile per capire le vere motivazioni dell’amministrazione americana nel suo avvenuto attacco preventivo contro l’Iraq. Possiamo sostenere che l’allora amministrazione Bush e il regime di Sdam Hussein erano entrambi coinvolti in una corsa contro il tempo per ottenere l’accesso e il controllo dello Stargate tra le rovine di Uruk o in qualche altro luogo nell’Iraq, prima del ritorno profetizzato degli Anunnaki. Allora, esisteva una situazione di stallo.
 
Sempre allora, Hussein controllava la terra nel sud dell’Iraq, ed erano stati permessi gli scavi condotti dai tedeschi in Uruk, mentre gli Stati Uniti guidati da una coalizione controllava il cielo monitorando la situazione. L’amministrazione Bush vuoleva il controllo del territorio iracheno a prendere il controllo degli scavi in Uruk per scoprire il sepolto Stargate, per monitorarlo attentamente e controllarlo. Al contrario, Hussein voleva trovarlo e attivarlo per la sua maggior gloria e presumibilmente per il bene dell’umanità. Il supporto probatorio principale per la discussione di cui sopra è certamente sottile per gli esperti di politica pubblica convenzionale e può sembrare più adatta a un thriller di fantasia più di un serio dibattito pubblico.
 
Dal punto di vista convenzionale, uno sparso assortimento di radicali indipendenti autori archeologici, dalle interpretazioni esegetiche conoscenti di testi biblici scritti, e della conoscenza di ‘canali’ ET, carte speculative redatte da astronomi, difficilmente costituiscono una fonte persuasiva di informazioni per comprendere le motivazioni della politica estera USA. Le prevalenti spiegazioni  dell’amministrazione americana devota a sradicare armi di distruzione di massa, e/o di essere guidata da interessi petroliferi e ambizioni imperiali potrebbero prevedibilmente prevalere per coloro che non convinti dalle fonti di cui sopra. Vi sono tuttavia alcune importanti prove circostanziali che conferiscono plausibilità alla tesi di uno Stargate, come il vero obiettivo dell’allora amministrazione Bush o ai gruppi di riferimento meno interessati, ma dietro di essi.
  • Il prima posizione ci sono le prove indiziarie, delle schiaccianti testimonianze che confermano l’esistenza di organizzazioni governative clandestine responsabili per sopprimere la conoscenza pubblica di una presenza ET, e che controlla tutta l’interazione ufficiale con le stazioni ET.Dal punto di vista esopolitico, vi è poi contemporaneamente, la soppressione clandestina di una presenza ET, sostenendola anche con importanti implicazioni di politica pubblica, in conclusione, vi è un’attiva soppressione clandestina di una antica presenza ET.
     
  • In seconda posizione ci sono delle prove circostanziali, è il potente sostegno diplomatico della Germania e della Francia al Regime di Hussein  per scongiurare un attacco militare preventivo. E’ stato così potente questo supporto, che il segretario di allora alla Difesa, Donald Rumsfeld, in modo dispregiativo si riferiva all’Europa come  “la vecchia Europa”, in risposta ad un giornalista il 22 gennaio 2003:
    “Stai pensando all’Europa come la Germania e la Francia. Io no. Io credo che sia la ‘vecchia Europa’. Se si guarda all’intera NATO in Europa ad oggi, il centro di gravità si sta spostando verso Est. E ci sono un sacco di nuovi membri. E se si prende l’elenco di tutti i membri della NATO e di tutti coloro che sono stati invitati di recente, quanti sono 26? O, qualcosa del genere, la ragione è che la Germania è stato un problema, e anche la Francia è stato un problema.”
    Se invece diamo un occhiata indietro su quello che è avvenuto realmente, ci rendiamo conto di quello che era, una bomba diplomatica, l’allora amministrazione Bush ha invece continuato e fatto di tutto per isolare le posizioni tedesche e francesi in Iraq. Ad esempio, l’amministrazione ha incoraggiato i leader di Spagna, Portogallo, Italia, Regno Unito, Ungheria, Polonia, Danimarca e Repubblica Ceca, a scrivere una lettera al Wall Street Journal il 30 gennaio, dicendo che “il regime iracheno e le sue armi di distruzione di massa rappresentano una chiara minaccia per la sicurezza mondiale.” 
    Piuttosto che limitarsi a un dibattito diplomatico intenso su diverse posizioni politiche in Iraq, il linguaggio suggestivo e le posizioni assunte in questo dibattito suggerivano un più fondamentale e radicale conflitto su questioni nascoste alla vista del pubblico. E’ probabile che esista una lotta di fazioni tra le organizzazioni governative clandestine istituite per far fronte alla presenza ET negli Stati Uniti, con le organizzazioni rivali create in Germania, Francia e anche la Russia.
     
  • Il terzo elemento della circostanziale prova è la ripresa degli scavi della prima capitale di Sumer, Uruk, portato avanti da un team archeologico tedesco nel 2002. Data l’importanza di Uruk e la sua probabilità come sito per un Stargatesumero, solleva degli interrogativi sul perché sono stati ripresi gli scavi in questo momento e su cosa si stava cercando. Dato che le tensioni politiche in Iraq non erano significativamente diminuite nel 2002 e, che sarebbe stato (e lo è stato) una probabile futura fonte di conflitto militare con gli Stati Uniti, possiamo suggerire che ci sono state forti motivazioni nascoste per ciò che in superficie sembrava essere uno scavo puramente scientifico di un antica capitale sumera.
     
  • Il quarto elemento di prova indiziaria è stata la distruzione del Columbia Space Shuttle durante il suo rientro il 1° febbraio del 2003, ad un’altezza di circa 38 chilometri viaggiando a Mach 18. Uno degli astronauti è stato il primo israeliano nello spazio, il colonnello IIan Ramon dalla aviazione israeliana. Il riferimento al Col. Ramon, è il suo ruolo nell’attacco israeliano contro l’impianto nucleare iracheno di Osirak nel giugno 1981, e ci sono state speculazioni che la sua missione sia stata coinvolta nella raccolta dell’intelligence sull’Iraq durante le orbite dello Shuttle.
     
    La distruzione del Columbia, è avvenuto 16 minuti prima di atterrare quando i serbatoi di carburante sarebbero stati praticamente vuoti. Una probabile fonte della distruzione dello Shuttle, data la velocità e l’altezza del Columbia, sarebbe stata una qualche forma di attacco da parte di una organizzazione in possesso di capacità militari ben al di là di eventuali gruppi terroristici e, anche della maggior parte delle nazioni. La causa più probabile sarebbe stata un’organizzazione governativa clandestina che ha voluto inviare un messaggio importante ai suoi rivali negli Stati Uniti per il minacciato attacco preventivo all’Iraq.
Quando tutte le primarie e circostanziali prove vengono messe insieme, ciò che emerge è un caso molto plausibile che supporta la tesi di una lotta di potere che va al cuore della presenza ET e la continua soppressione clandestina delle informazioni relative agli ET, con tutte le sue implicazioni.
 
Le interpretazioni delle motivazioni dell’allora amministrazione Bush a lanciare la guerra preventiva contro l’Iraq per quanto riguarda le preoccupazioni sollevate nel 2003 durante il discorso sullo stato dell’Unione, o gli interessi corporativi e imperiali di Bush suggerito dai suoi critici come Robert Fisk e Michael Lind, possono tutti essere descritti come parte dello strato superficiale delle motivazioni di guida della stessa amministrazione.
 
A un livello più profondo, è probabile che ci sia una grande ansia da parte delle organizzazioni governative clandestine in termini di ciò che sarebbe accaduto se Hussein, con il sostegno dei governi europei tedeschi e altri, avessero ottenuto l’accesso allo Stargate sumero o altra tecnologia ET sepolta in Uruk, e/o se lo Stargate fosse stato attivato in qualche modo senza la presenza del personale governativo clandestino per monitorare e controllare lo Stargate.
 
Il discorso sullo Stato dell’Unione che delineava la necessità di un attacco preventivo contro l’Iraq, nella maggior parte è stato mascherato da un probabile programma segreto per ottenere l’accesso allo Stargate o altra tecnologia ET in Uruk e altrove in Iraq dell’allora presidente Bush.
Tale accesso avrebbe dovuto presumibilmente perpetuare il controllo del governo clandestino sulle risorse globali e le informazioni in un momento di maggiore influenza dell’attività ET.
Conclusione: Implicazioni politiche e raccomandazioni
 
Se la prospettiva esopolitica è una descrizione più accurata delle motivazioni che hanno guidato l’amministrazione Bush a spingere per una guerra preventiva contro l’Iraq, possono essere fatte le seguenti raccomandazioni. 
In primo luogo, la qualità di elementi a suffragio di una storica presenza ET e di una copertura di un governo clandestino verso l’alto ha un notevole grado di credibilità e forza di persuasione. Questo, deve sostenere la creazione di un nuovo settore d’intervento pubblico, una Esopolitica, che studi la presenza storica degli ET in termini di implicazioni per una pubblica e contemporanea politica. In secondo luogo, vi è la necessità di promuovere una ufficiale comunicazione del governo della storica presenza degli ET e/o il ritorno imminente di questi; e per rendere più rappresentativo il processo di elaborazione delle politiche che si è evoluto nelle risposte del governo a tale informazione. In terzo luogo, l’evidenza suggerisce che gli interventi militari attuati con la guerra contro l’Iraq hanno poco a che fare con le armi di distruzione di massa, ma hanno lo scopo di perpetuare il controllo da parte del governo clandestino degli Stati Uniti sulle informazioni relative agli ET e la loro presenza storica. Tali guerre preventive (ancora in atto oggi con altri soggetti ma, sempre sotto lo stesso comando occulto), dovrebbero quindi essere interrotte, sia da parte  degli Stati Uniti, l’Iraq e i governi europei interessati che dovrebbero essere incoraggiati. In quarto luogo, l’evidenza suggerisce che il conflitto in Iraq e la distruzione del Columbia Space Shuttle mascherano una profonda lotta di fazione tra le organizzazioni governative clandestine associate ai diversi governi nazionali che sono stati inizialmente creati per far fronte alla presenza ET. L’auspicio è che il pubblico venga messo al corrente di queste organizzazioni, facendo uno sforzo nel controllare e rispondere alla presenza ET, e che queste organizzazioni diventino responsabili con l’elezione di pubblici funzionari.
L’auspicio finale riguarda la politica che deve fare uno sforzo maggiore nel determinare la misura in cui è richiesta la supervisione con Congressi legislativi da creare nei diversi paesi per affrontare tutti gli aspetti della presenza ET, passati e presenti, e sulle implicazioni di un ritorno previsto di una razza di ET associata con la nascita della civiltà umana. Questo auspicio suggerisce che il miglior meccanismo per rispondere all’esistenza di antiche tecnologie ET nell’antica capitale sumera di Uruk e/o altrove, deve essere la volontà dei principali governi mondiali e le organizzazioni clandestine associate nel condividere le informazioni e il controllo su tali attività. Le guerre preventive condotte in gran parte per il controllo di uno ‘Stargate’ in Uruk, che ha contrapposto gli Stati Uniti e i loro alleati, contro l’Iraq, sono state tacitamente sostenute da importanti nazioni europee, effettivamente sono state (e lo sono ancora) disastrose; il ‘ritorno profetizzato’ significa un evento fisico che coinvolgono gli antichi ET, una storia che ha avuto un ruolo primario agli albori nella partenza della civiltà umana.
 
La competizione delle organizzazioni governative clandestine alle prese con una guerra per procura per avere il controllo di antiche tecnologia ET, al fine di prepararsi per gli eventi corrispondenti del ‘profetizzato ritorno degli dei “, difficilmente invierebbe un buon esempio di un’umanità abbastanza matura e  responsabile per continuare ad esercitare la sovranità sulle risorse della Terra.
 
La tragedia del Columbia Space Shuttle, potrebbe anche essere stato un messaggio dal contenuto tragico che ha causato delle vittime, una guerra per procura, un probabile messaggio dato alle organizzazioni clandestine basate sulla guerra preventiva contro l’Iraq. La sovranità umana può dunque essere messa in gioco nel momento in cui esiste la possibilità di un rapido movimento in avanti nella crescita evolutiva della coscienza umana.
Spetta a tutta l’umanità decidere come rispondere alla sfida posta dalle organizzazioni clandestine che lottano per le risorse storiche dell’Iraq per favorire i loro rispettivi segreti ordini del giorno.

 

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