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Eventi estremi

La Catastrofe Globale metterà alla prova gli Umani, prima di concedere loro di rimanere su questo Mondo!

Haran

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La profezia Blu Kachina è molto, molto antica. Ne sono venuto a conoscenza molti anni fa  grazie all’amico Enzo Braschi e a Danny Many Horses, anziano della tribù degli Apache. Anche Frank Waters ha scritto su “Saquasohuh” (Stella Blu) nel Libro degli Hopi di questa storia del ritorno di Kachina. La storia proviene da Nonno Dan, il più anziano della Tribù ma questa storia era già conosciuta tra le molte tribuù dei nativi americani.

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Mi era stato detto che dapprima la Stella Blu si sarebbe iniziata a vedere alle danze, e avrebbe mostrato il suo aspetto anche ai bambini durante il ballo notturno nella piazza. Questo evento ci avrebbe annunciato l’immediato approssimarsi dei tempi finali, qualli che stiamo vivendo ora. Poi, sarebbe apparsa fisicamente nei nostri cieli e ciò avrebbe significato il trovarci ormai nel periodo della fine.

Negli ultimi giorni scruteremo la volta stellata e assisteremo al ritorno dei “due fratelli” che hanno contribuito a creare questo mondo sin dalla sua nascita. Poganghoya è il custode del Polo Nord e suo fratello Palongawhoya è il guardiano del polo sud. Nei Tempi ultimi la Stella Blu Kachina verrà a stare con i suoi nipoti che vedranno ritornare la Terra alla sua rotazione naturale, ossia in senso antiorario. (Per l’inversione dei poli magnetici).

I Suoni dell’Apocalisse segnano il Ritorno di Kokopelli

I misteriosi suoni emessi da Madre Terra, quei suoni che si sentono in tutto il mondo e che vengono scambiati per i Suoni dell’Apocalisse, per alcuni capi indiani delle tribù native sarebbero suoni emessi dalla Terra per indicare il periodo di tempo dei “cambiamenti per l’Uomo”. I Suoni sarebbero la vera medicina per la Terra e per l’Uomo.

Ricordo bene, quando nei campi di frumento di Welsh Way, nel Gloucestershire (UK) il 22 Luglio 2014, fece la sua comparsa un crop circle composto da un grande cerchio, da cui emergeva un asse (una sorta di rettangolo) in cui erano collegati tre semicerchi. Il semicerchio centrale, presentava anche un altro piccolo cerchio concentrico, osservabile nella sua parte terminale. Molti i significati attribuiti a questa interessante formazione, ma ad occhio mi ha ricordato qualcosa che si ricollega con i simboli di alcune tribù indiane, come ad esempio quella degli Hopi.

crop Welsh Way5

crop Welsh Way diagramma

Infatti questo disegno somiglia molto al simbolo della divinità  “kokopelli” –  il cui vero nome in lingua originale è Kokopilau, è un simbolo molto comune che si può trovare, come dipinto murale, quasi ovunque nel vasto territorio americano: dalle terre degli Hopi nel sud ovest, alla punta meridionale del continente americano, fino all’estremo nord del Canada. La cavalletta Mahu è conosciuta come il flautista gobbo, come Kachina prese il nome di Kokopilau, a causa della sua figura rigida e ingobbita (koko=legno, pilau=gobba).

kokopelli (1)

 

Il simbolo che trasmette un messaggio spirituale: mettere alla prova gli uomini, prima di concedere loro di rimanere su questo Mondo!

Kokopelli

Quando i primi uomini all’inizio dei tempi iniziarono le loro migrazioni, erano accompagnati da due esseri insetti (Mahu), esseri che alcuni accostano alla famiglia del Popolo delle Formiche, ovvero gli Alieni “Grigi. Scalata un’alta montagna, vi incontrarono sulla cima una enorme aquila e uno dei due Mahu, parlando a nome degli uomini, le chiese se essa vivesse in quel posto già da molto tempo e se potesse concedere loro di accasarsi in quella terra. L’aquila rispose che viveva la, già dalla creazione del quarto mondo e che avrebbe dovuto mettere alla prova gli uomini, prima di concedere loro di rimanere.

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Dopo una dura prova, che gli uomini superarono, l’aquila colpì con una freccia il primo Mahu, questo allora cominciò immediatamente a suonare una dolce e tenera melodia con il suo flauto. Quando l’aquila ebbe colpito anche il secondo Mahu e questo a sua volta prese a suonare una melodia ancora più dolce e tenera, essa riconobbe il loro potere: tramite le benefiche vibrazioni della loro musica, infatti, i Mahu avevano rafforzato il loro spirito e questo iniziò subito a guarire le loro ferite. Dopo di ciò l’aquila diede agli uomini il permesso di popolare quelle terre.

Da allora essi sono soliti cantare delle melodie ai loro bambini quando si ammalano, poiché sono coscienti della forza di guarigione contenuta nella musica.

La leggenda appena riportata dei nativi americani da la nozione simbolica del fatto che quando una persona si ammala per le difficoltà della vita, esce dal suono della vita, non è più in armonia con l’esistenza per questo si paragona la guarigione all’ascolto di una musica che rimetta in armonia l’interiorità della persona malata. Interessante notare come quasi tutti i crop circle (dalla geometria complessa) ci parlano attraverso la lingua armonica del “suono”, della “musica dell’Universo”, qualla musica che non viene recepita dai cuori dell’Umano scellerato che sta distruggendo se stesso e il suo ruolo come “ustode della Terra”.

kokopelli6

Questa stessa medicina, almeno da certe ricerche effettuate da svariati ricercatori, come ad esempio Masaru Emoto,  dice che uno squilibrio armonico delle cellule pone un soggetto in uno stato di malfunzionamento il che pone la questione sullo stesso piano ma con meno poesia, come invece erano soliti usare gli indiani americani nella loro saggezza.

Quindi il Kokopelli, era una figura mitica delle culture indiane, quelle del Pueblo del Sud-Ovest (Arizona e New Mexico), è conosciuto sia come guaritore, che come dio della fertilità o della musica.

Riassumendo, Kokopelli ci trasmette un messaggio attraverso la sua musica armonica, una musica creatrice, la stessa che troviamo nell’Universo, la stessa che ascoltiamo in tutto il mondo, ma identica a quella impressa in molti pittogrammi, come  quello di Welsh Way.

indians

Allora, io ero la, sulla più alta delle montagne, e tutto intorno a me c’era l’intero cerchio del mondo. E mentre ero la, vidi più di ciò che posso dire e capii più di quanto vidi; perché stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa, e la forma di tutte le cose che, tutte insieme, sono un solo essere. E io dico che il sacro cerchio del mio popolo era uno dei tanti che formarono un unico grande cerchio, largo come la luce del giorno e delle stelle, e nel centro crebbe un albero fiorito a riparo di tutti i figli di un’unica madre ed in un unico padre.

E io vidi che era sacro…
E il centro del mondo è dovunque.

Esiste una leggenda Hopi che racconta di Kokopilau (Kokopelli)  che nella notte del suo arrivo, tutti si riunivano intorno al fuoco per danzare e cantare al suono del suo flauto.  La leggenda prosegue raccontando che durante questi balli le donne che desiderano un figlio, venivano accontentate e già dal giorno successivo si ritrovano in dolce attesa, poiché il Kokopelli lascia loro i bimbi che porta nel suo sacco.
Il Kokopelli si trova raffigurato in innumerevoli incisioni rupestri del Sud-Ovest americano, a volte associato al serpente piumato Quetzalcoatl (che ricondurrebbe all’origine azteca del Kokopelli).

Di Massimo Fratini

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Eventi estremi

A causa delle inondazioni e il peso dell’acqua causate dall’Uragano Harvey, la crosta terrestre si è deformata!!

Haran

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La scala delle inondazioni da record come risultato degli effetti causati da Harvey è difficile da immaginare. L’uragano ha tutte le possibilità di diventare il cataclisma naturale più costoso della storia. Ha portato 124 trilioni di litri di acqua alla regione colpita, aggiungendo così 124 mila miliardi di chilogrammi alla massa terrestre.

Queste cifre sono facili da confondere, ma lo scienziato Chris Milliner del JPL-NASA (Jet Propulsion Laboratory) ha deciso di tradurre i numeri in concetti più familiari. Ha stimato che il peso dell’acqua caduta grazie all’uragano Harvey era così grande che la crosta terrestre si è deformata di circa 2 cm.

Risultati immagini per Because of the floods caused by hurricane Harvey, the Earth’s crust has bent

Se questo sembra impossibile, si noti che il peso dell’acqua dalla precipitazione di Harvey era del 77% della massa del Monte Everest. Immagina ora che l’Everest sia caduto sulla superficie del pianeta!  Il Dr. Chris Milliner ha anche scoperto che in alcune parti del Texas la corteccia della Terra, d’altra parte, è salita più in alto. Questo è simile a quello che succede quando premete il pugno su una sfera di pasta; l’impasto sotto il pugno è compresso, ma intorno al pugno si gonfia.

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Gli scienziati hanno misurato l’effetto del peso dell’acqua sulla crosta del pianeta non per la prima volta. Ad esempio, la catena montuosa dell’Himalaya si sta abbassando a causa di enormi quantità di neve. La diga delle Tre Gole in Cina contiene tanta acqua che piccoli terremoti si stanno verificando a causa di questo. La buona notizia è che la terra che si è stabilizzata a causa delle acque dell’alluvione di Harvey  e dovrebbe risalire quando l’acqua si ritira. Ma il contorno preciso del paesaggio non sarà mai lo stesso di prima.

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Eventi estremi

La vita sulla Terra sta collassando!! Studiosi tedeschi rilevano una riduzione del 75% della biomassa di insetti volanti

Haran

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Uno studio effettuato da scienziati tedeschi, rileva una riduzione del 75% della biomassa di insetti volanti negli ultimi 25 anni, suggerendo la possibilità di un collasso ecologico su larga scala . I declini globali negli insetti hanno suscitato grande interesse tra gli scienziati, i politici e il grande pubblico. La perdita di diversità e abbondanza di insetti è prevista per provocare effetti a cascata sul circuito di alimentazione e per mettere in pericolo i servizi ecosistemici. La nostra comprensione dell’estensione e delle cause di fondo di questo declino si basa sull’abbondanza di singole specie o gruppi tassonomici, piuttosto che i cambiamenti nella biomassa degli insetti più rilevanti per il funzionamento ecologico.

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Secondo uno studio apparso su PLOS ONE la biomassa degli insetti volanti sarebbe diminuita di oltre il 75% in 27 anni in alcune aree protette. Lo studio si è avvalso dell’utilizzo delle trappole Malaise (nell’immagine un esempio), trappole entomologiche progettate proprio per gli insetti volanti. Queste ultime sono state dispiegate in 63 aree protette della Germania e sono state lasciate attive per oltre 27 anni. Il risultato? La biomassa degli insetti volanti è diminuita di addirittura il 76% ma ciò non fa stupire più di tanto entomologi e animalisti: questi risultati, infatti, si allineano con quei declini recentemente riportati anche da altri studi e analisi soprattutto per quanto riguarda insetti quali farfalle, api selvatiche e falene.

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Tuttavia lo studio aggiunge un ulteriore dato che probabilmente è quello più preoccupante: è l’intera comunità degli insetti volanti ad essere decimata negli ultimi decenni e non specie specifiche. Non esiste ancora una spiegazione riguardo questo declino ma si pensa siano coinvolti fattori su larga scala, probabilmente legati al tipo di habitat e soprattutto ai cambiamenti climatici estremi. Tuttavia ulteriori ricerche dovranno integrare questi dati anche per comprendere la dimensione geografica del declino numerico in relazioni ad altre aree del globo.

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Il 2017 ha registrato un picco di morie animali senza precedenti. I dati sono allarmanti: pesci, mammiferi, uccelli e insetti continuano a morire in un ecatombe che non sembra avere fine. Cosa sta succedendo al pianeta Terra, e quali sono le conseguenze per l’umanità?

Nel 1979, lo scienziato inglese James Lovelock propose l’Ipotesi Gaia, un teoria secondo la quale il pianeta Terra sarebbe un unico grande organismo vivente. In questa visione, la flora e la fauna planetaria sarebbero parte di questo organismo, un po’ come se fossero le cellule che ne permettono la vita, e noi, esseri umani, faremmo parte di questo organismo.  Se consideriamo plausibile questa teoria e prendiamo in considerazione gli allarmanti dati sulle morti di massa animali che si stanno verificando da qualche anno, allora dovremmo concludere che il pianeta Terra sta collassando e morendo!

via Segnidalcielo

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Eventi estremi

Chemtrails: Attacco chimico alla popolazione

Haran

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Ed eccoci alle “invidiabili” immagini serali primaverili con la tipica aria “frizzantina” così definita dalle moltissime persone che non hanno ancora compreso appieno il senso del disastro! Non sembra esserci pausa nella criminale azione belligerante di avvelenamento biosferico. Quando le serate primaverili hanno ormai perso il loro fascino ed il loro profumo, sostituite da spregevoli e funeste linee che graffiano il cielo.

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“Le scie chimiche sono anche questo: l’annullamento del valore umano e l’impotenza di difendere se stessi ed i propri cari. Dove ogni respiro è un martirio, un delirio contaminato; un corridoio autostradale per le nanoparticelle igroscopiche ed iperconduttive che vengono facilmente inalate”

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Quando profonde trincee scavano ferite mortali nell’animo umano, calpestano l’etica ed annientano la vita, allora, abbiamo più poco da perdere gentili signori. Le scie chimiche sono anche questo: l’annullamento del valore umano e l’impotenza di difendere se stessi ed i propri cari. Dove ogni respiro è un martirio, un delirio contaminato; un corridoio autostradale per le nanoparticelle igroscopiche ed iperconduttive che vengono facilmente inalate – visto le loro ridottissime dimensioni – oltre bronchioli e gli alveoli polmonari entrando nell’organismo; nel circolo sanguigno.

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“…il popolo è vittima inconsapevole di alto tradimento da parte dei vertici militari, tentata strage ed ecocidio”

L’assalto militar-climatico è ben avviato ed integrato ad aspetti oscuri e letali, legati alle moderne pratiche di guerriglia ambientale, fisica e biochimica. Ridurre volutamente l’ossigeno con nanoparticolato tossico e schermare la luce solare viola l’integrità fisico-molecolare di ogni essere vivente. Mentre il pianeta grida aiuto, ed un muro di gomma imperforabile svolazza da un’istituzione all’altra, il popolo è vittima inconsapevole di alto tradimento da parte dei vertici militari, tentata strage ed ecocidio.

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Basta! Finiamola di giocare al gatto ed al topo, adesso ci vuole una nuova costituente che si mostri finalmente sovrana e che abbia a cura l’essere umano in quanto tale ed in totale rispetto ambientale su cielo, mare e terra. Il braccio militare della Nato ha depauperato, assieme alla connivenza dei governi, il fondamentale ruolo attivo dei cittadini sulle decisioni in campo di materia ambientale e del diritto di vivere in un ambiente sano (violando la Convenzione di Aarhus); derubati, frodati, spodestati persino del fondamentale diritto umano di respirare!

di Fabrizio Martini

fonte

 

 

 

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