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Eventi estremi

Instabilità Sismica sulla Terra: L’Anello di Fuoco del Pacifico si sta riscaldando! Terremoto colpisce la Nuova Zelanda dopo sisma mortale a Città del Messico

Haran

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Forti terremoti si stanno manifestando lungo la Ring of Fire, ovvero l’Anello di Fuoco dell’Oceano Pacifico. Un terremoto di magnitudo 6,1 ha colpito la Nuova Zelanda martedì sera, poche ore dopo che il terremoto mortale M7.1 ha ucciso centinaia e centinaia di persone in Messico.

Ma è ancora presto per fare una stima precisa delle vittime e dei danni materiali, ma il sisma che ha colpito il Messico nella notte del 19 settembre 2017 si candida a essere uno dei peggiori di sempre nella storia del Paese del Centro America. A far disperare gli abitanti della zona e gli spettatori internazionali, del resto, non è solo l’elevato numero di morti finora conteggiati (217, di cui 21 bambini di una scuola elementare), né la magnitudo molto alta (7,1), bensì anche l’inquietante coincidenza di date con uno dei terremoti più distruttivi del recente passato del Messico, quello del 19 Settembre 1985, in cui si contarono ben 10 mila cadaveri.


Esattamente 32 anni prima, infatti, il 19 settembre dell’85 un sisma di magnitudo 8,2 rase al suolo la capitale, ferendo in totale più di 30 mila persone oltre alle 10 mila che perirono sotto le macerie. L’epicentro era situato a 350 chilometri al largo della costa del Pacifico, lungo la placca di Cocos, collegata con l’Anello di Fuoco del Pacifico.

Scienziati dicono che il primo sisma potente di M. 8.2 avvenuto l’8 Settembre, abbia smosso il sistema di faglie del Pacifico collegate con la California e potrebbe far risvegliare molti dei vulcani e super-vulcani, come ad esempio Yellowstone.

Ne avevamo già parlato in altri articoli su Segnidalcielo.it, l‘Anello di Fuoco (Ring of Fire) si sta riscaldando con 37 vulcani in eruzione contemporaneamente e altri ancora stanno mostrando segni di maggiore agitazione sismica. Qual è il prossimo che salterà in aria?

Aumento dell’instabilità sismica del pianeta!!

Continuano ad arrivare notizie di forti scosse di terremoto da tutti gli angoli del pianeta e gli scienziati non fanno altro che osservare un aumento della instabilità sismica globale. L’intensità media delle scosse si aggira tra i 6 -7 gradi di magnitudo e questo non è poco. Cosa sta generando questo continuo movimento tellurico? La causa delle scosse è interno al pianeta (instabilità del nucleo), oppure esterno (influenza gravitazionale di qualche corpo celeste, attività solare, disastri umani)?.

earthquake ring of fire september 2017, ring of fire heating up, Two powerful earthquakes hit the Ring of fire on September 19 and September 20 2017

I geologi non sanno più cosa pensare, non sanno più dare una giustificazione plausibile a questa instabilità sismica che è in forte aumento. Una recente scoperta inquietante arriva da un team di scienziati della King College di Londra e l’Australian National University, che hanno scoperto il più grande piano di  faglia tettonica del mondo.

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Le faglie sono fratture nella crosta terrestre che, quando si muovono, possono provocare terremoti di varia intensità. Quella appena osservata si trova sotto il mar di Banda, in Indonesia orientale (a nord dell’Australia), all’interno dell’Anello di Fuoco, ossia quella fascia che fa da perimetro all’Oceano Pacifico, dove si verifica il 90% dei terremoti e si trova la maggior parte dei vulcani attivi.

La gente comincia a innervosirsi, come se avesse la sensazione che qualcosa di grosso stia per accadere. L’attività sismica è in rapida crescita in tutto il mondo,  soprattutto lungo la cintura o anello di fuoco (ring of fire) è evidente e anche la Nuova Zelanda comincia  aballare di nuovo.

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Un terremoto di magnitudo 6,1 ha colpito la Nuova Zelanda martedì  19 Settembre, poche ore dopo che il terremoto mortale M7.1 ha colpito il Messico. Il sisma ha percorso 256 km a Ovest di Auckland Island, Nuova Zelanda, il 20 settembre 2017 . Questo è stato il secondo terremoto potente entro 7 ore sulla zona “Ring of Fire” nell’Oceano Pacifico registrato dai sismografi a una profondità bassissima di 10 km, ed è stato registrato a 211 km a ovest dell’isola Sub-Antartica di Auckland, fuori l’Isola del sud della Nuova Zelanda. Non ci sono stati avvisi di tsunami subito dopo il terremoto. Di seguito alcune terribili immagini del sisma che ha colpito Città del Messico il 19 Settembre. Dopo il terremoto anche il Vulcano messicano Popocatepetl ha eruttato nuovamente.

 Articolo tratto da Segnidalcielo

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Eventi estremi

A causa delle inondazioni e il peso dell’acqua causate dall’Uragano Harvey, la crosta terrestre si è deformata!!

Haran

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La scala delle inondazioni da record come risultato degli effetti causati da Harvey è difficile da immaginare. L’uragano ha tutte le possibilità di diventare il cataclisma naturale più costoso della storia. Ha portato 124 trilioni di litri di acqua alla regione colpita, aggiungendo così 124 mila miliardi di chilogrammi alla massa terrestre.

Queste cifre sono facili da confondere, ma lo scienziato Chris Milliner del JPL-NASA (Jet Propulsion Laboratory) ha deciso di tradurre i numeri in concetti più familiari. Ha stimato che il peso dell’acqua caduta grazie all’uragano Harvey era così grande che la crosta terrestre si è deformata di circa 2 cm.

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Se questo sembra impossibile, si noti che il peso dell’acqua dalla precipitazione di Harvey era del 77% della massa del Monte Everest. Immagina ora che l’Everest sia caduto sulla superficie del pianeta!  Il Dr. Chris Milliner ha anche scoperto che in alcune parti del Texas la corteccia della Terra, d’altra parte, è salita più in alto. Questo è simile a quello che succede quando premete il pugno su una sfera di pasta; l’impasto sotto il pugno è compresso, ma intorno al pugno si gonfia.

Immagine correlata

Gli scienziati hanno misurato l’effetto del peso dell’acqua sulla crosta del pianeta non per la prima volta. Ad esempio, la catena montuosa dell’Himalaya si sta abbassando a causa di enormi quantità di neve. La diga delle Tre Gole in Cina contiene tanta acqua che piccoli terremoti si stanno verificando a causa di questo. La buona notizia è che la terra che si è stabilizzata a causa delle acque dell’alluvione di Harvey  e dovrebbe risalire quando l’acqua si ritira. Ma il contorno preciso del paesaggio non sarà mai lo stesso di prima.

via Segnidalcielo

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La vita sulla Terra sta collassando!! Studiosi tedeschi rilevano una riduzione del 75% della biomassa di insetti volanti

Haran

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Uno studio effettuato da scienziati tedeschi, rileva una riduzione del 75% della biomassa di insetti volanti negli ultimi 25 anni, suggerendo la possibilità di un collasso ecologico su larga scala . I declini globali negli insetti hanno suscitato grande interesse tra gli scienziati, i politici e il grande pubblico. La perdita di diversità e abbondanza di insetti è prevista per provocare effetti a cascata sul circuito di alimentazione e per mettere in pericolo i servizi ecosistemici. La nostra comprensione dell’estensione e delle cause di fondo di questo declino si basa sull’abbondanza di singole specie o gruppi tassonomici, piuttosto che i cambiamenti nella biomassa degli insetti più rilevanti per il funzionamento ecologico.

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Secondo uno studio apparso su PLOS ONE la biomassa degli insetti volanti sarebbe diminuita di oltre il 75% in 27 anni in alcune aree protette. Lo studio si è avvalso dell’utilizzo delle trappole Malaise (nell’immagine un esempio), trappole entomologiche progettate proprio per gli insetti volanti. Queste ultime sono state dispiegate in 63 aree protette della Germania e sono state lasciate attive per oltre 27 anni. Il risultato? La biomassa degli insetti volanti è diminuita di addirittura il 76% ma ciò non fa stupire più di tanto entomologi e animalisti: questi risultati, infatti, si allineano con quei declini recentemente riportati anche da altri studi e analisi soprattutto per quanto riguarda insetti quali farfalle, api selvatiche e falene.

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Tuttavia lo studio aggiunge un ulteriore dato che probabilmente è quello più preoccupante: è l’intera comunità degli insetti volanti ad essere decimata negli ultimi decenni e non specie specifiche. Non esiste ancora una spiegazione riguardo questo declino ma si pensa siano coinvolti fattori su larga scala, probabilmente legati al tipo di habitat e soprattutto ai cambiamenti climatici estremi. Tuttavia ulteriori ricerche dovranno integrare questi dati anche per comprendere la dimensione geografica del declino numerico in relazioni ad altre aree del globo.

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Il 2017 ha registrato un picco di morie animali senza precedenti. I dati sono allarmanti: pesci, mammiferi, uccelli e insetti continuano a morire in un ecatombe che non sembra avere fine. Cosa sta succedendo al pianeta Terra, e quali sono le conseguenze per l’umanità?

Nel 1979, lo scienziato inglese James Lovelock propose l’Ipotesi Gaia, un teoria secondo la quale il pianeta Terra sarebbe un unico grande organismo vivente. In questa visione, la flora e la fauna planetaria sarebbero parte di questo organismo, un po’ come se fossero le cellule che ne permettono la vita, e noi, esseri umani, faremmo parte di questo organismo.  Se consideriamo plausibile questa teoria e prendiamo in considerazione gli allarmanti dati sulle morti di massa animali che si stanno verificando da qualche anno, allora dovremmo concludere che il pianeta Terra sta collassando e morendo!

via Segnidalcielo

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Chemtrails: Attacco chimico alla popolazione

Haran

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Ed eccoci alle “invidiabili” immagini serali primaverili con la tipica aria “frizzantina” così definita dalle moltissime persone che non hanno ancora compreso appieno il senso del disastro! Non sembra esserci pausa nella criminale azione belligerante di avvelenamento biosferico. Quando le serate primaverili hanno ormai perso il loro fascino ed il loro profumo, sostituite da spregevoli e funeste linee che graffiano il cielo.

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“Le scie chimiche sono anche questo: l’annullamento del valore umano e l’impotenza di difendere se stessi ed i propri cari. Dove ogni respiro è un martirio, un delirio contaminato; un corridoio autostradale per le nanoparticelle igroscopiche ed iperconduttive che vengono facilmente inalate”

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Quando profonde trincee scavano ferite mortali nell’animo umano, calpestano l’etica ed annientano la vita, allora, abbiamo più poco da perdere gentili signori. Le scie chimiche sono anche questo: l’annullamento del valore umano e l’impotenza di difendere se stessi ed i propri cari. Dove ogni respiro è un martirio, un delirio contaminato; un corridoio autostradale per le nanoparticelle igroscopiche ed iperconduttive che vengono facilmente inalate – visto le loro ridottissime dimensioni – oltre bronchioli e gli alveoli polmonari entrando nell’organismo; nel circolo sanguigno.

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“…il popolo è vittima inconsapevole di alto tradimento da parte dei vertici militari, tentata strage ed ecocidio”

L’assalto militar-climatico è ben avviato ed integrato ad aspetti oscuri e letali, legati alle moderne pratiche di guerriglia ambientale, fisica e biochimica. Ridurre volutamente l’ossigeno con nanoparticolato tossico e schermare la luce solare viola l’integrità fisico-molecolare di ogni essere vivente. Mentre il pianeta grida aiuto, ed un muro di gomma imperforabile svolazza da un’istituzione all’altra, il popolo è vittima inconsapevole di alto tradimento da parte dei vertici militari, tentata strage ed ecocidio.

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Basta! Finiamola di giocare al gatto ed al topo, adesso ci vuole una nuova costituente che si mostri finalmente sovrana e che abbia a cura l’essere umano in quanto tale ed in totale rispetto ambientale su cielo, mare e terra. Il braccio militare della Nato ha depauperato, assieme alla connivenza dei governi, il fondamentale ruolo attivo dei cittadini sulle decisioni in campo di materia ambientale e del diritto di vivere in un ambiente sano (violando la Convenzione di Aarhus); derubati, frodati, spodestati persino del fondamentale diritto umano di respirare!

di Fabrizio Martini

fonte

 

 

 

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